Realizzare delle buone analisi non è un compito facile.
L’analista è una persona con spiccate conoscenze tecniche nel settore dell’informatica, perchè deve essere in grado di indicare delle soluzioni che trovano riscontro all’interno del computer, ma è anche una persona con la predisposizione per le comunicazioni interpersonali, perchè deve riuscire a cogliere tutti gli aspetti di un problema quando questo viene descritto dall’utente.
I problemi tecnici si affrontano con il bagaglio dell’esperienza e della formazione: chi ha delle attitudini o delle predisposizioni verso la programmazione, se adeguatamente istruito, con il tempo diventa un buon programmatore.
L’insieme dei problemi che un programmatore si trova ad affrontare è abbastanza circoscritto, soprattutto se l’area di attività resta sempre la stessa.
Non è raro trovare programmatori così legati ai propri modi di sviluppare, che rifiutano strumenti innovativi che porterebbero ad un immediato miglioramento della produttività: questo fatto è sintomo solo di come un programmatore ad un certo momento raggiunga il punto in cui si sente così sicuro di sè da poter realizzare ogni cosa gli venga richiesta.
L’analista invece è un personaggio che deve coprire moltissimi ruoli.
Sicuramente l’analista, per le parole di Yourdon, è un archeologo scrivano, che studia nei dettagli e documenta le politiche aziendali, il sistema informativo sia esplicito che insito nei modi di fare degli impiegati e di tutte le persone che vivono nell’azienda in esame.
L’analista è anche un innovatore, perchè è colui che deve guidare il cambiamento dal sistema vecchio, che ormai mostra i propri limiti (altrimenti nessuno avrebbe cercato un analista), ad uno nuovo più efficiente ed economico.
Per fare ciò deve capire quali sono le cause reali di ogni azione, di ogni trasmissione di informazione o di ogni procedura per identificare le aree di miglioramento, le funzionalità ormai obsolete e quelle mai affrontate che potrebbero portare a nuovi modi per l’utente di condurre gli affari.
Ma l’analista deve essere un grande mediatore, deve saper distribuire le nuove attività e i nuovi carichi di lavoro rispettando le persone e gli uffici già presenti in azienda.
Nello studio del problema si troverà a contatto con molteplici personaggi: utenti, manager, revisori, programmatori, impiegati che molto spesso saranno in disaccordo tra loro per il timore di dover poi lavorare di più, di perdere dei poteri ormai consolidati o di non veder realizzata una funzionalità ritenuta indispensabile.
L’analista è anche un leader di progetto, perchè è a lui che tutti faranno riferimento per ogni richiesta, sia nel momento dello studio del problema, sia durante la realizzazione.
All’inizio saranno gli utenti che vorranno vedere come le cose stanno procedendo, poi i programmatori che devono interpretare tutti i requisiti si presenteranno per i chiarimenti necessari, quindi quando la procedura sarà consegnata ancora l’utente vorrà "ritrovare" e verificare tutte le aspettative del progetto, ed ancora cercherà l’analista per ottenere le risposte ai propri problemi.