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FORMAZIONE ::-  LEZIONI INTERNET...Convivere sulla rete... (Seconda parte) - [Stampa]

1. Perchè tutti mi rompono le scatole con la "netiquette"?

Tutte le serie guide disponibili per Internet - sia sotto forma di libro, sia sotto forma di ipertesto - insistono sulla necessità di rispettare una serie di norme di buona educazione, spesso raggruppate sotto il nome di netiquette (parola inglese formata dalla fusione di net (rete) e etiquette (galateo)). Queste regole, proprio come le comuni regole di buona educazione, si sono formate col tempo semplicemente allo scopo di evitare alcune situazioni sgradevoli e di limitare l'uso inutile delle risorse della rete, che non solo non sono infinite, ma sono sempre più vicine alla saturazione. Va inoltre ricordato che, mentre i nostri rapporti quotidiani ci mettono in contatto con persone che conosciamo, oppure che, anche se sconosciute, solitamente vivono nella nostra stessa città, hanno le nostre stesse basi culturali, seguono i nostri stessi modelli di comportamento e di comunicazione, Internet ci mette costantemente di fronte a persone provenienti da parti del mondo molto diverse dalla nostra. Questo può facilmente provocare incomprensioni (si veda la parte sui litigi in Internet), che possono essere evitate rispettando alcune convenzioni linguistiche e comportamentali.

Se il non seguire le convenzioni nelle attività di rete che richiedono un dialogo con gli altri - dalla partecipazione ad un newsgroup alla pubblicità in rete - potrebbe far riempire la vostra casella di posta elettronica di commenti sarcastici o indignati, nessuno verrà mai, probabilmente, a lamentarsi con voi per un uso della rete inutile (secondo i criteri che spiegheremo in seguito). D'altra parte, nessuno verrà mai, probabilmente, a lamentarsi con voi se parcheggiate l'auto per dieci minuti in doppia fila in modo tale da intasare la circolazione su una strada trafficata. Il punto è: non lamentatevi poi quando sarete voi a restare bloccati perchè qualcuno si è comportato come non doveva! Se per caso la rete dovesse diventare inutilizzabile perchè intasata da comunicazioni inutili, a perderci saranno tutti gli utenti indistintamente. Sta a voi, con i vostri comportamenti, decidere se volete migliorare o peggiorare le prestazioni della rete.

La stessa cosa vale per il contributo che deciderete di dare alle risorse disponibili. Se vi limiterete a leggere e a prelevare file, beh, nulla di male; tuttavia soltanto scrivendo e inserendo in rete i vostri contributi farete veramente parte del mondo di Internet. Altrimenti, la rete sarà per voi null'altro che un incrocio tra un televisore ed un'enciclopedia; la potenza del mezzo sta invece nel fatto che è interattivo nel vero senso del termine!

2. Perchè non devo intasare la rete? E come faccio?

La rete non va intasata per il semplice motivo che una rete lenta è di fatto inutilizzabile. Poiché a tutti gli utenti conviene che la rete sia la più veloce possibile, a tutti conviene adoperarsi in modo da ridurre il carico di lavoro (ossia la quantità di dati e la distanza che essi devono percorrere) che si pone sulla rete con le varie operazioni che si stanno facendo. Tenete conto inoltre che una scelta intelligente dei carichi da porre sulla rete, se pagate la connessione a tempo o siete collegati via telefono, vi converrà moltissimo: vi farà risparmiare molti soldi sulla bolletta! È bene avere sempre presente qual è il peso sulla rete delle operazioni che si stanno facendo. Un ipertesto, ad esempio, è normalmente un file lungo pochi kilobyte, al massimo qualche decina, per cui il carico che ponete sulla rete quando richiedete al vostro browser di mostrarvi un ipertesto è relativamente ridotto. Un'immagine, al contrario, può essere molto grossa; se è vero che le piccole immagini contenute negli ipertesti sono di solito file GIF molto brevi, un'immagine a tutto schermo o quasi richiede solitamente un trasferimento di almeno 50 kilobyte. (Per questo motivo può essere utile, se siete collegati via telefono, disabilitare la visualizzazione delle immagini incluse negli ipertesti, come quasi tutti i browser permettono di fare. L'aspetto sarà un po' meno bello, ma risparmierete sia voi sia la rete. Per l'accesso ai siti FTP di immagini, invece, si veda la domanda seguente). Le animazioni o i file audio, invece, possono essere lunghi anche qualche megabyte! Analogamente, i programmi che potete prelevare dalla rete sono generalmente archiviati con PkZip o GZip; alcuni occupano pochi kilobyte, ma altri occuperanno molti megabyte.

Infine, sebbene la quantità di dati che attraversa la rete dipenda praticamente solo dalla dimensione dell'oggetto richiesto, il tempo di trasferimento dipende fortemente dalla posizione del sito e dalle potenzialità del suo e del vostro collegamento a Internet. Se la trasmissione è troppo lenta, a meno che l'oggetto non sia di vitale importanza, conviene spesso interrompere il trasferimento e cercare lo stesso oggetto o qualcosa di simile da qualche altra parte.

Per farsi un'idea delle potenzialità del proprio collegamento, specialmente nel caso sia lento (ad esempio via modem), può essere utile avere un'idea del transfer rate (ossia della velocità di trasferimento) medio che si riesce ad ottenere. Alcuni programmi (tipicamente i clienti FTP) vi indicano il transfer rate al termine del trasferimento di ciascun file; usando il browser, si può ad esempio cronometrare il tempo impiegato per leggere un ipertesto di dimensioni note, e quindi fare il rapporto tra la dimensione e il tempo impiegato. (Molti browser indicano la dimensione totale dell'ipertesto e la quantità di dati già trasferita.) Quando due computer si collegano tra loro tramite Internet la velocità del collegamento è ovviamente limitata dalla parte di rete più lenta utilizzata. Nel caso di connessioni via modem, il tratto via telefono tra voi e il provider è generalmente il più lento dell'intero collegamento che state effettuando (almeno se siete collegati con un sito europeo): è quindi utile conoscerne la velocità massima, calcolata con uno dei metodi precedenti. Tipicamente, nel caso di un collegamento con un modem V42bis da 14400 baud il transfer rate massimo è dell'ordine di 1.1 - 1.2 kilobyte al secondo. Non dimenticate però che se state eseguendo due o più collegamenti in contemporanea essi dovranno dividersi tra loro questa capacità di trasferimento!

In generale, è quindi utile porsi, prima di eseguire una qualsiasi operazione che richieda un trasferimento di rete, alcune semplici domande (che dovrebbero diventare in breve talmente automatiche da ricevere risposta inconsciamente):

Qual è la quantità di dati che deve essere trasferita? (Spesso non è possibile rispondere a priori a questa domanda, ma cercate perlomeno di immaginare l'ordine di grandezza della risposta dal tipo di oggetto e dalle informazioni che lo accompagnano. Inoltre, se selezionate l'oggetto, molti browser e molti clienti vi mostreranno poco tempo dopo l'inizio del trasferimento la sua dimensione totale: potrete poi decidere a quel punto, se la dimensione è troppo elevata, di interrompere il trasferimento.) Se la quantità di dati è inferiore ai 20 - 30 kilobyte, come accade comunemente per un ipertesto che non contenga immagini o fondali particolari, potete cliccare con gioia e fare iniziare il trasferimento. Se invece la quantità è superiore, come accade spesso recuperando un file tramite FTP, proseguite con le altre domande:

Il gioco vale la candela? Ossia, i dati che sto scaricando mi interessano veramente? (La risposta deve tendere al no tanto più i suddetti dati sono grossi!) Sto eseguendo il trasferimento dal più vicino sito in cui questi dati possono essere reperiti? (Al Politecnico di Torino, come in qualsiasi altro posto, capita spesso di vedere persone che passano mezz'ora a scaricare un programma dal Canada senza sapere che lo stesso identico programma può essere recuperato in trenta secondi esatti dall'archivio locale del Politecnico.) Sto facendo il possibile per non disturbare troppo il computer remoto? (Si veda l'etichetta dei collegamenti TELNET per chiarimenti.) Sto facendo il possibile per non disturbare troppo i computer dei miei vicini? (Di questo si parlerà qui sotto.) Se avete risposto sì a tutte le domande, effettuate il trasferimento. Altrimenti, ripensateci. In particolare, la domanda numero 3 è la più importante, e quella più facilmente dimenticata. Quasi tutto quello che potete trovare nei siti FTP degli Stati Uniti (principalmente nei domini com e edu) può essere trovato anche in Europa. Se avete trovato un sito lontano con un grosso programma che vi interessa, quasi sempre è il caso di fare un salto da un ARCHIE per vedere dove potete trovarlo più vicino. Se non ci credete, vi racconterò la storia di quando io ho cercato di copiarmi GhostScript. Per poter usare il programma mi servivano quattro files ZIP. Ho scaricato tre files per circa 1 MB complessivo dal sito ufficiale americano, impiegando la bellezza di cinque ore. Dopodichè, ho avuto l'idea geniale di fare una ricerca ARCHIE, e grazie ai suoi risultati ho scaricato l'ultimo file, lungo 1.3 MB, dalla Svizzera, mettendoci ben 10 minuti netti. Da allora usare ARCHIE è la prima cosa che faccio quando trovo un grosso insieme di file da recuperare. Analogamente, è utile trovare ed usare i vari mirror situati in Europa.

Va infine detto qualcosa di più riguardo alla domanda numero 5. Se siete collegati da casa, di solito accedete a Internet tramite la rete locale del vostro provider, che è dedicata quasi esclusivamente a questo scopo: pertanto ciascun utente dovrebbe avere a propria disposizione una banda sufficientemente estesa indipendentemente da cosa facciano gli altri. Se invece accedete a Internet da un'azienda, un'Università, o più in generale usando una rete locale che viene normalmente usata per altre attività locali spesso molto più importanti del vostro accesso Internet, facilmente una eccessiva quantità di dati da voi immessa sulla rete (in trasmissione o in ricezione) può rallentare l'intera rete. Se poi il vostro computer è collegato in una parte della rete mal servita o già sovraccarica, voi potreste essere la gocciolona che fa traboccare il vaso, mandando in tilt un'intera zona di rete. Infine, se vicino a voi ci sono altre dieci persone che, con altri dieci computer, stanno accedendo a Internet, il danno è moltiplicato per dieci! (Questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, molte Università sono restie a fornire l'accesso a Internet a tutti gli studenti.) In questi casi, è consigliabile usare l'accesso a Internet con un po' di criterio, evitando di aprire troppi collegamenti contemporanei e di usare Internet nelle ore di punta della rete locale (che varieranno a seconda delle abitudini dei vari utenti e dei loro orari). La conseguenza di un eccessivo intasamento della rete a causa degli utenti Internet potrebbe facilmente essere la rimozione di tutti gli accessi... (Va comunque detto che un collegamento Internet di media velocità è comunque sufficientemente più lento dei normali collegamenti su una rete locale da rappresentare un incremento di lavoro non troppo grande. Quelli che sono veramente mortali per le reti locali sono invece i collegamenti Internet con siti molto vicini, con i quali viaggiate a decine di kilobyte al secondo.)

3. Quali sono le regole non scritte per un collegamento TELNET o FTP?

Per prima cosa, ricordate sempre che tramite un collegamento TELNET o FTP "pubblico" (ossia, a computer per i quali non avete un accesso autorizzato, ma utilizzate l'accesso anonimo o un login di pubblico dominio) state accedendo ad un computer pagato e mantenuto da qualcun altro, che ve lo mette a disposizione essenzialmente per altruismo (sebbene talvolta abbia interesse a che voi accediate al suo computer, ad esempio per farsi conoscere). In cambio, tutto quello che vi chiede è di usarlo proficuamente evitando inutili intasamenti di rete. Alcune regole pratiche per i collegamenti ad un computer remoto possono essere quindi le seguenti:

Cercate di disturbare il meno possibile gli utenti locali del computer. Molti computer a cui ci si può collegare con TELNET o con FTP (specialmente i meno noti o i più specializzati) svolgono anche altre funzioni per gli utenti della rete locale a cui appartengono; è allora il caso, se potete, di collegarsi al di fuori delle ore di punta per tale rete locale, per il cui calcolo è necessario dare un'occhiata all'indirizzo, ricavare in che nazione è presumibilmente posto il computer e calcolare quindi la differenza di fuso orario. Mentre per i computer europei le ore coincidono sostanzialmente con le nostre, gli Stati Uniti sono da sei a nove ore in ritardo rispetto a noi (ossia, le nostre 18 sono per loro dalle 9 alle 12 a seconda della zona). Conviene quindi collegarsi ad essi in mattinata (l'ora migliore se siete collegati via telefono va dalle 7 alle 8 italiane). Cercate di restare collegati per il minor tempo possibile e di non perdere (troppo) tempo durante la connessione. Se state facendo funzionare in contemporanea due o più collegamenti, cercate di portarli avanti tutti e di non restare "oziosi" in nessun sito - ossia, lasciare il computer remoto collegato e in attesa di ordini - per più di un paio di minuti. È considerato estremamente maleducato restare oziosi durante una connessione remota di tipo anonimo, e questo perchè il vostro collegamento, pur non pesando granchè sulla rete in quanto non state trasmettendo molti dati, occupa un accesso che, in molti siti per i quali esiste un tetto al numero di utenti anonimi collegati, viene sottratto a qualcuno che lo userebbe più proficuamente. Molti siti disconnettono automaticamente gli utenti che restano troppo a lungo oziosi, e certi addirittura rifiutano successive connessioni da utenti della stessa rete locale per un certo periodo di tempo! Cercate di avere ben chiaro prima della connessione quello che dovrete fare e i comandi che dovrete dare. Se state collegandovi via TELNET ad un sistema che non sapete come usare, e non è possibile documentarsi in altro modo, la prima cosa da fare appena collegati è chiedere aiuto, seguendo le indicazioni che normalmente vengono date all'atto della connessione, o provando a dare comandi del tipo help o ?. Se vi è data la possibilità di scaricare un manuale (sia direttamente, sia indirettamente: ad esempio potrebbero darvi l'indirizzo di un sito FTP dove è conservato un manuale o le FAQ sull'uso del sistema) provvedete a farlo immediatamente e a leggerlo con calma dopo esservi scollegati dal sito. Se state collegandovi a un sito FTP allo scopo di recuperare un file preciso, abbiate ben chiari sia il nome del file sia il percorso sull'hard disk. Se invece dovete mettervi a cercare tra le varie directory, leggete i file 00-INDEX e README (o altri file di aiuto predisposti dai gestori) e i commenti che vi vengono mostrati quando cambiate directory. Se dovete cercare grandi quantità di software, e il sito vi mette a disposizione una lista completa dei file in esso contenuti, scaricatela ed effettuate le ricerche al suo interno dopo esservi scollegati dal sito. Seguite tutte le indicazioni che vi vengono date dagli amministratori del sito. Loro conoscono il loro computer come le loro tasche, voi no!

4. Quali sono le regole non scritte per intervenire in un newsgroup o in una mailing list o per spedire un E-mail?

Il grande numero di siti e di utenti che fanno parte di Internet, oltre ad essere il punto di forza della rete, può anche rivelarsi una debolezza. Questo si nota specialmente nelle "aree di discussione" come le mailing list o i newsgroup: un evento abbastanza comune su Internet è quello di vedere un gruppo di discussione a livello approfondito intasato e reso inutilizzabile dai principianti della materia (che sono ovviamente in numero molto maggiore delle persone specializzate) che tempestano le persone che ne sanno di più con domande relativamente cretine, o meglio molto intelligenti ma del tutto ovvie se voi aveste lavorato un po' sull'argomento. Cosa pensereste se voi foste un insigne professore di fisica nucleare che cerca di discutere con colleghi dello stesso livello su un particolare tipo di particelle rivelatesi in un recente esperimento al CERN, e vi trovaste la casella postale intasata di messaggi del tipo "Per favore, può spiegarmi che cos'è un atomo" ? Magari alla prima persona rispondereste con un lungo e dettagliato messaggio, alla seconda un po' più sbrigativamente, alla terza in due righe, e dalla quarta persona in poi comincereste a mandare tutti a quel paese. Questo esempio è stato fatto perchè spesso l'utente neofita vede in un newsgroup o in una mailing list semplicemente un luogo dove trovare risposta ad un dubbio o ad un problema. Questo è vero per certi gruppi (ad esempio i newsgroup che iniziano per alt o rec), dove facilmente si incontrano molte persone che sono non solo disponibili ma anche desiderose di aiutarvi; non è vero per altri. Pertanto la prima regola importante prima di aprire bocca in un gruppo di discussione o una mailing list è di capire esattamente l'argomento trattato e il livello di approfondimento e preparazione a cui viene discusso, ad esempio leggendo per un certo periodo gli articoli che vengono pubblicati. Così, è buona norma richiedere un aiuto via E-mail solo a persone che da qualche parte si siano esplicitamente dichiarate disponibili a fornirlo (ad esempio se in una pagina del Web avete trovato scritto "Per contattare l'autore ed avere chiarimenti sugli argomenti trattati scrivere a..."), ma non a persone che semplicemente abbiano firmato un articolo sull'argomento, a meno che non sappiate che solo loro possono rispondervi. Ovviamente, è possibile anche non rispettare queste regole, specialmente se avete bisogno di aiuto urgente; in questi casi potrà però succedervi di ricevere una risposta negativa e sgarbata. In generale, sarà il buon senso a guidarvi: non abbiate troppa paura di spedire E-mail a sconosciuti o di pubblicare richieste di aiuto sui newsgroup, visto che su Internet si è spesso molto più disponibili che nella vita normale, ma cercate di farlo nei modi e nei luoghi giusti, ricordando che dall'altra parte c'è qualcuno che deve impiegare tempo per leggere e rispondere alle vostre richieste.

Nel caso si debba richiedere aiuto ad un altro utente, comunque, è il caso di farlo solo dopo aver cercato nel materiale disponibile in rete (FAQ, pagine Web di cui siete a conoscenza, indici di rete, strumenti di ricerca) e non aver trovato niente; inoltre cercate di essere chiari ma sufficientemente sintetici, in modo da non dover costringere il destinatario a mezz'ora di lettura.

In generale, i newsgroup e le mailing list sono anche luoghi dove esprimere semplicemente le proprie opinioni e discutere con altri utenti. Proprio riguardo alle discussioni è necessario premettere che su Internet, come si vedrà meglio nel paragrafo successivo, scoppiano spesso furiosi litigi riguardo ad un qualsiasi argomento, spesso estremamente futile. È allora utile imparare tutta una serie di convenzioni linguistiche, come gli smiley, in modo da ridurre le possibilità di essere fraintesi.

In conclusione, ecco un riassunto di alcune utili regole da rispettare per discutere con gli altri utenti della rete:

Per non disturbare inutilmente gli altri utenti: Non inoltrare messaggi che non siano strettamente concernenti l'argomento della mailing list, del newsgroup, degli argomenti trattati nelle pagine Web per cui vi viene fornito un E-mail per chiarimenti; Non inoltrare ciascun proprio intervento più di una volta; Non spedire lo stesso messaggio ad un grande numero di gruppi di discussione diversi; Se è necessario spedire lo stesso messaggio a più gruppi di discussione, è opportuno farlo sotto forma di crosspost; Se si spedisce un messaggio a molti gruppi, è opportuno concentrare le risposte in un gruppo solo, specificandolo nel corpo del messaggio e modificando opportunamente il campo Followup-To: dell'intestazione; Specificare bene nel campo Subject del messaggio di quale argomento particolare si vuole parlare; Non spedire messaggi inutilmente lunghi; se l'intervento è particolarmente lungo, segnalarlo nel Subject, ad esempio aggiungendo alla fine della riga la dicitura (long) (o (lungo) se la discussione è in italiano); In particolare, non pubblicare file binari, specialmente se lunghi e divisi in molte parti, su gruppi che non siano esplicitamente dedicati a ciò (ad esempio i gruppi alt.binaries.* esistono a questo scopo); eventualmente, utilizzate i gruppi di prova come it.test o simili, dove non disturberete nessuno; Se il proprio messaggio richiama o risponde ad argomenti trattati in un precedente messaggio, il campo Subject deve contenere Re: (abbreviazione per "risposta") seguito dal Subject di tale messaggio (a meno che tale messaggio non fosse già una risposta, nel qual caso si continua a mantenere il suo titolo, Re: compreso); Se, a forza di scambiare risposte, il titolo di un filone di risposte non corrisponde più agli argomenti che si stanno dibattendo, è opportuno modificare il suo Subject; Se si è costretti a cambiare titolo ad un filone di risposte, indicare nel campo Subject la dicitura: nuovotitolo (was "vecchiotitolo") ; Se si inseriscono citazioni da articoli o messaggi precedenti, ridurle al minimo necessario; Non ripetere troppe volte cose già dette in precedenza (da sè o da altri) o contenute nelle FAQ; Se si vuole intervenire con una risposta che interessa soltanto pochi partecipanti alla discussione, è meglio spedirla direttamente a loro tramite E-mail piuttosto che mandarla a tutta la mailing list o pubblicarla nel newsgroup; Quando si risponde ad un intervento altrui in un newsgroup, oltre a pubblicare la risposta è opportuno spedirla anche direttamente alla persona a cui si sta rispondendo (alcuni programmi dispongono per fare questo dell'opzione Post & Mail Reply, o in alternativa di una riga To: nell'intestazione dell'articolo); Non fare domande troppo stupide (per le quali esistono le FAQ); Nei gruppi "specializzati", non intervenire se non si ha un minimo di competenza per farlo (se mai, prima farsi un po' di competenza leggendo le FAQ e gli articoli pubblicati in precedenza); Per evitare litigi: Evitare affermazioni del tipo "per me XXX è il miglior YYY al mondo...", che non sono costruttive e non portano da nessuna parte; Nel caso si debbano esprimere giudizi, motivarli il più possibile (al limite semplicemente dicendo che quello che si esprime è un parere personale e non pretende di essere la verità assoluta); Se si vuole confutare l'opinione di qualcun altro, farlo con chiarezza, buone argomentazioni e nel modo meno personale possibile; Rispettare le convenzioni linguistiche e tipografiche della rete (che saranno meglio illustrate nel capitolo successivo); Altre norme di buona educazione: Non inoltrare messaggi pubblicitari in gruppi o mailing list; se si vuole rendere nota l'esistenza di qualche particolare prodotto commerciale che si ritiene utile per le persone interessate all'argomento, lo si faccia in modo oggettivo ed imparziale e in un numero ristretto di gruppi o liste, e lo si segnali ad esempio facendo iniziare il Subject con la dicitura ANNOUNCE: (o ANNUNCIO:); Non spedire mai un messaggio di E-mail contenente la pubblicità di servizi o siti a persone che non lo abbiano esplicitamente richiesto; Non rendere pubblici indirizzi E-mail o numeri di telefono di altre persone senza prima aver chiesto loro il permesso; Non inserire all'interno di un articolo di newsgroup o di mailing list citazioni da E-mail ricevuti privatamente, a meno di non avere il permesso dell'autore dell'E-mail.

5. Perchè su Internet scoppiano facilmente litigi furibondi? Cosa faccio se ne sono al centro?

Un fenomeno tanto singolare da essere stato esaminato anche da seri studiosi di psicologia è il litigio elettronico. Dopo i primi tempi di discussione in rete ci si è infatti accorti che accadeva in modo sorprendentemente frequente che si scatenassero liti furibonde tra due o più partecipanti alla discussione, spesso su argomenti futilissimi, oppure che si assistesse a dei veri e propri "linciaggi morali" (flame wars) in cui uno dei partecipanti alla discussione veniva preso di mira dagli altri fino a venire virtualmente "bruciato" (flamed), ossia talmente screditato da non poter più partecipare alla discussione. Le cause per cui si è talvolta portati a scatenare la propria aggressività discutendo per via elettronica possono essere le più varie; alcune di quelle più comunemente riconosciute sono le seguenti:

La discussione si sviluppa spesso con persone di varie parti del mondo, che quindi possiedono basi culturali e modi di comunicare diversi. Spesso una frase, un modo di dire, un aggettivo perfettamente innocenti in una cultura possono risultare offensivi in un altro. Un esempio sentito in rete è quello della vacca: se per una donna indiana di stretta religione induista essere paragonata ad una vacca, animale sacro, può essere ritenuto motivo di orgoglio, per una donna occidentale lo stesso paragone sarebbe estremamente offensivo! La discussione si svolge normalmente in inglese, ma non tutti i partecipanti parlano tale lingua allo stesso modo. Non solo esistono "inglesi diversi" in cui le stesse parole hanno significati o sfumature diverse, ma molti degli utenti della rete parlano un pessimo inglese, il che può portare loro a dire una cosa intendendone un'altra e a non riuscire a dire esattamente quello che volevano. La discussione avviene tra persone che normalmente non si conoscono affatto, e inoltre non si vedono e non vengono associate ad un volto. Questo porta talvolta a dire ad una persona sconosciuta frasi che non ci si permetterebbe mai di dirgli faccia a faccia. È molto più difficile e imbarazzante stroncare in modo netto le opinioni di qualcuno mentre gli si sta parlando di persona, rispetto a quanto lo sia mentre gli si sta scrivendo; e questo tanto più in quanto non si sta scrivendo su carta (ossia su qualcosa che, nel subconscio comune, "rimane") ma tramite un computer. La differenza di cultura è particolarmente visibile riguardo all'aspetto umoristico. Frasi che possono apparire divertenti o chiaramente scherzose ad una certa persona possono essere prese terribilmente sul serio in altre situazioni culturali. L'umorismo in una discussione in rete è estremamente pericoloso, per cui non bisogna mai scherzare con un interlocutore che non si conosce e che non appartiene al nostro ambiente senza far capire chiaramente che lo si sta facendo (ad esempio con uno smiley). Il consiglio che si può dare è quindi quello di rispettare rigorosamente le convenzioni linguistiche e tipografiche di cui si parla nel quinto capitolo, che sono state inventate e riconosciute da tutti proprio allo scopo di chiarire meglio il contesto e il significato delle frasi del messaggio; inoltre va sempre tenuto presente il tipo di persone a cui stiamo parlando, cercando sempre di essere il più possibile chiari e di evitare attacchi personali. Nel caso si venga attaccati, invece, la cosa migliore è spesso attendere un po' di tempo prima di rispondere, quindi rispondere alle critiche oggettive in modo oggettivo evitando di rispondere agli insulti personali.

6. Posso usare Internet a scopi commerciali?

L'utilizzo commerciale della rete è uno dei punti che più hanno acceso la discussione tra i suoi utenti. In origine la rete si è sviluppata a livello universitario, ed era esplicitamente vietato utilizzarla per attività che non avessero scopo di ricerca scientifica; se erano tollerate attività ludiche e ricreative senza scopo di lucro, nulla di commerciale era permesso e nemmeno concepito. Da qualche anno, tuttavia, Internet è diventata un fenomeno di massa, specialmente negli Stati Uniti: pertanto moltissime industrie - prima quelle direttamente legate all'informatica, poi anche aziende che non avevano legami con i computer - hanno provveduto a mettersi in rete. Si è così aperta una aspra discussione tra i "puristi", secondo i quali Internet doveva restare un mondo "privo di denaro", e altri gruppi di utenti che invece ammettevano uno sviluppo del commercio elettronico su Internet. Sebbene ormai la contesa sia risolta a favore dei secondi - tanto che si stanno già sperimentando forme di "moneta elettronica" - deve tuttavia essere chiaro che Internet è un veicolo commerciale estremamente diverso dagli altri. In generale, è ammesso che una azienda crei un proprio sito e ne diffonda l'indirizzo a mezzo stampa; tuttavia esso deve essere essenzialmente informativo e soprattutto rivolto alle sole persone interessate, ossia devono essere gli utenti a cercare l'azienda e non l'azienda a cercare gli utenti (sebbene l'azienda possa ovviamente segnalare la propria esistenza, ad esempio negli indici di rete). All'interno del sito dell'azienda possono poi avvenire compravendite e contrattazioni, ma sempre nello spirito secondo cui è l'azienda a fornire un servizio agli utenti della rete. Un esempio positivo è quello di CDNow, rivendita americana di CD via Internet, che vende direttamente tramite la rete, ma "in cambio" fornisce gratuitamente a tutti, clienti e non, un archivio musicale e la possibilità di consultare discografie, giudizi critici...

Sarebbe invece incredibilmente maleducato (nel senso che nessuno, nemmeno negli Stati Uniti, si è mai sognato di farlo) farsi pubblicità in rete, ad esempio spedendo messaggi pubblicitari nei newsgroup o peggio ancora a casaccio nelle caselle postali (operazione che potrebbe facilmente portare alla revoca dell'account o addiritura alla disconnessione dalla rete dell'intero sito su cui opera l'azienda: è già accaduto in passato) oppure inserendo il proprio logo e i propri messaggi all'interno di pagine che non c'entrano niente con i propri prodotti, un po' come se fosse pubblicità su una rivista. Una cosa simile provocherebbe senz'altro l'indignazione della maggior parte degli utenti della rete, con conseguente profluvio di lettere di protesta, boicottaggi, eccetera. In alcuni casi particolari è permesso di inserire al fondo della pagina il proprio logo pubblicitario: ad esempio quando si permette con una sponsorizzazione la nascita di un servizio gratuito per tutti gli utenti (è tipico il caso degli sponsor tecnici: ad esempio se consultate le Yellow Pages vi troverete il logo della Digital; non c'è nulla di male in quanto la Digital ha fornito l'hardware per un servizio utile a tutti, e in cambio ha il diritto di farlo sapere. Se però, collegandosi con le Yellow Pages, ci si trovasse di fronte alla foto di un computer Digital accompagnata da uno slogan pubblicitario, beh le proteste ci sarebbero eccome!). Un'azienda può comunque partecipare a mailing list o newsgroup che trattino dei propri ambiti di produzione, ma sempre con spirito informativo e non pubblicitario: ad esempio nella mailing list che discute di tastiere elettroniche è stata benvenuta la presenza di un responsabile clienti della Yamaha, a patto che si limitasse a rispondere alle richieste degli utenti e a rendere nota nel modo più oggettivo possibile l'apparizione di nuovi prodotti. Quando però è stato proposto di fondere l'archivio della mailing list con un sito ufficiale della Yamaha, l'accoglienza della proposta è stata gelida!

Va infine detto che quando si è parlato di azioni "permesse" o no, non si intendeva dire che esistano divieti precisi da rispettare. Internet è un mondo legislativamente molto libero, per cui chiunque può comportarsi un po' come crede. Tuttavia, si sono creati dei modi di pensare e delle convenzioni che sono ormai assunte come regole inviolabili; non rispettarli provocherebbe probabilmente una sommossa elettronica. Può darsi che in futuro, sotto la spinta dei soldi, queste barriere comportamentali siano abbattute; tuttavia, vista anche la particolare fascia sociale che, specialmente in Europa, usa Internet, forse una presenza del tipo sopraindicato è più gradita agli utenti e consegue risultati migliori di una presentazione aggressiva dei propri prodotti tipo campagna pubblicitaria televisiva. Il punto fondamentale da capire è che Internet è un mezzo di comunicazione molto diverso dagli altri, in cui nessuno può obbligare gli utenti a vedere una pubblicità sgradita, come si può fare inserendo una interruzione pubblicitaria in un programma televisivo molto seguito: pertanto, se vuole avere seguito, l'azienda deve fornire agli utenti un motivo per recarsi nel proprio sito, e di qui la natura informativa, più che propagandistica, della comunicazione sulla rete.

7. Quali sono le regole non scritte per creare proprie pagine sul WWW ?

La creazione di una propria pagina sul World Wide Web, come si vedrà più diffusamente in seguito, è un'operazione relativamente semplice, a patto di disporre di uno spazio su di un computer opportunamente attrezzato. Tuttavia, esistono alcune regole di buona educazione anche per la pubblicazione sul Web. La prima e più importante di tutte è che le pagine devono essere firmate, ossia devono riportare l'indicazione dell'autore e possibilmente il suo indirizzo di posta elettronica (magari evidenziato con un link che permetta se selezionato la spedizione di un messaggio all'autore). Eventualmente, se la pagina fa parte di un'opera che è chiaramente distinguibile dal resto del WWW, ad esempio per i particolari fondali o per un'intestazione che compare in tutte le pagine, è possibile apporre la firma solo nella pagina iniziale; tuttavia abbondare è meglio che scarseggiare (melius abundare quam deficere...)

Nelle pagine Web vanno rispettate tutte le convenzioni tipografiche e linguistiche di cui si è già parlato. In particolare, grazie all'uso del neretto è possibile ridurre ulteriormente la presenza di frasi maiuscole, che come detto equivalgono al parlare a gran voce in mezzo ad un ristorante disturbando tutti gli altri avventori. Se possibile, è bene utilizzare una uniformità di stili grafici all'interno delle proprie pagine, e - magari grazie all'uso di icone o fondali - renderle particolari e distinguibili dalle pagine comunemente incontrate nel Web.

Se volete inserire nelle vostre pagine dei collegamenti ad altre pagine, fate benissimo. Se invece volete copiare ipertesti trovati in giro per il mondo e inserirli nelle vostre pagine, potreste svolgere un'opera ancor più meritoria, rendendo accessibili velocemente da tutti gli utenti della vostra zona pagine che magari sono lente e irraggiungibili. In questo caso, però, è buona norma chiedere l'autorizzazione dell'autore delle pagine. Nel caso inseriate nelle vostre pagine una FAQ o un altro documento che viene periodicamente aggiornato, è bene inserire anche un link al luogo dove si può trovare la versione più aggiornata (generalmente è indicato all'inizio della FAQ stessa).

Se create pagine Web su un computer che non è vostro (ad esempio quello di una Università o di un'azienda), siate sicuri di avere l'autorizzazione del proprietario o dell'amministratore. Difatti le vostre pagine potrebbero attirare un traffico eccessivo e rallentare la rete locale, oppure risultare di contenuto sgradito ai proprietari (loro pagano, loro decidono...), per cui è meglio chiedere in anticipo per evitare bacchettate sulle dita in seguito. Ricordate che per la legge italiana - a meno di accordi privati - il proprietario del computer è responsabile di tutto quello che ci viene pubblicato...

8. Quali sono le "leggende" di Internet?

Beh, ce ne sono tantissime. Alcune di queste tuttavia sono particolarmente insidiose: si tratta di "leggende urbane" che spesso riescono a raggirare i nuovi utenti.

Il virus "Good Times". A partire dal novembre 1994 hanno incominciato a girare su Internet varie copie di un messaggio E-mail, che avvertiva dell'esistenza di un pericoloso virus informatico denominato "Good Times", che si diffondeva tramite E-mail (!) sotto forma di un messaggio recante come Subject appunto la dicitura "Good Times", e che, se letto, avrebbe immediatamente cancellato l'hard disk dell'utente; il messaggio invitava a diffondere l'avvertimento spedendone copia ai propri conoscenti. Questo messaggio, in varie varianti, si è diffuso in tutto il mondo e ciclicamente viene riproposto su vari newsgroup o mailing list e girato ad ignari neofiti della rete. Ovviamente si tratta di una burla; non è assolutamente possibile venire infettati leggendo un testo ASCII. Nel caso doveste imbattervi in un messaggio di questo tipo, rispondete immediatamente segnalandone la falsità. Se volete saperne di più, esiste una FAQ sull'argomento (http://www.tcp.co.uk/tcp/good.times.html). È interessante notare come in realtà il virus esista, e sia il messaggio stesso: difatti il messaggio di avvertimento è stato replicato in milioni di copie diffondendosi ad una velocità incredibile, e molte persone hanno perso tempo per difendersi da un pericolo inesistente. Questo virus non danneggia il vostro hard disk... ma la vostra tranquillità, sì! Make.Money.Fast. Versione elettronica di quei "sistemi matematici per fare soldi" che si basano sullo schema piramidale (ossia ciascuno paga per entrare nel sistema, dopodichè recluta nuovi adepti da cui dovrebbe ricevere in totale una cifra molto maggiore). Apparentemente garantiscono grandi guadagni in modo matematicamente sicuro, e invece è possibile dimostrare matematicamente che gli unici ad arricchirsi sono gli inventori del sistema, mentre gli utenti di basso livello difficilmente riescono anche solo a rifarsi della spesa sostenuta per entrare nel gioco. Per farla breve, questa è una fregatura seria (nel senso che ci rimettete dei soldi). In molte nazioni (tra cui gli Stati Uniti) spedire messaggi simili costituisce reato. Craig Shergold. Craig Shergold è un ragazzo inglese che nel 1989, avendo saputo di essere condannato a morire di cancro, lanciò un appello chiedendo che gli venisse inviato il maggior numero di cartoline da tutto il mondo, in modo da poter entrare nel Guinness dei primati. Ci riuscì nel 1991, ma quel che più conta è che guarì perfettamente. Ora sta bene, e all'ufficio postale del suo paese sono stufi delle sue cartoline, per cui se qualcuno vi chiederà di "spedire cartoline a Craig" rispondete pure "No, grazie".

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