|
[ Su ] [ Iscrizione ] [ CRM Solutions ] [ Computer ] [ I Virus ] [ Fotocamere ] [ Email: 30 anni ] [ Computer Genetici ] [ Prima pagina Web ] [ Lezioni Internet (I) ] [ Lezioni Internet (II) ]
FORMAZIONE ::- LEZIONI INTERNET...Convivere sulla rete... (Seconda
parte) - [Stampa]
1. Perchè tutti mi rompono le scatole con la "netiquette"?
Tutte le serie guide disponibili per Internet - sia sotto forma di
libro, sia sotto forma di ipertesto - insistono sulla necessità di rispettare una serie
di norme di buona educazione, spesso raggruppate sotto il nome di netiquette (parola
inglese formata dalla fusione di net (rete) e etiquette (galateo)). Queste regole, proprio
come le comuni regole di buona educazione, si sono formate col tempo semplicemente allo
scopo di evitare alcune situazioni sgradevoli e di limitare l'uso inutile delle risorse
della rete, che non solo non sono infinite, ma sono sempre più vicine alla saturazione.
Va inoltre ricordato che, mentre i nostri rapporti quotidiani ci mettono in contatto con
persone che conosciamo, oppure che, anche se sconosciute, solitamente vivono nella nostra
stessa città, hanno le nostre stesse basi culturali, seguono i nostri stessi modelli di
comportamento e di comunicazione, Internet ci mette costantemente di fronte a persone
provenienti da parti del mondo molto diverse dalla nostra. Questo può facilmente
provocare incomprensioni (si veda la parte sui litigi in Internet), che possono essere
evitate rispettando alcune convenzioni linguistiche e comportamentali.
Se il non seguire le convenzioni nelle attività di rete che richiedono
un dialogo con gli altri - dalla partecipazione ad un newsgroup alla pubblicità in rete -
potrebbe far riempire la vostra casella di posta elettronica di commenti sarcastici o
indignati, nessuno verrà mai, probabilmente, a lamentarsi con voi per un uso della rete
inutile (secondo i criteri che spiegheremo in seguito). D'altra parte, nessuno verrà mai,
probabilmente, a lamentarsi con voi se parcheggiate l'auto per dieci minuti in doppia fila
in modo tale da intasare la circolazione su una strada trafficata. Il punto è: non
lamentatevi poi quando sarete voi a restare bloccati perchè qualcuno si è comportato
come non doveva! Se per caso la rete dovesse diventare inutilizzabile perchè intasata da
comunicazioni inutili, a perderci saranno tutti gli utenti indistintamente. Sta a voi, con
i vostri comportamenti, decidere se volete migliorare o peggiorare le prestazioni della
rete.
La stessa cosa vale per il contributo che deciderete di dare alle
risorse disponibili. Se vi limiterete a leggere e a prelevare file, beh, nulla di male;
tuttavia soltanto scrivendo e inserendo in rete i vostri contributi farete veramente parte
del mondo di Internet. Altrimenti, la rete sarà per voi null'altro che un incrocio tra un
televisore ed un'enciclopedia; la potenza del mezzo sta invece nel fatto che è
interattivo nel vero senso del termine!
2. Perchè non devo intasare la rete? E come faccio?
La rete non va intasata per il semplice motivo che una rete lenta è di
fatto inutilizzabile. Poiché a tutti gli utenti conviene che la rete sia la più veloce
possibile, a tutti conviene adoperarsi in modo da ridurre il carico di lavoro (ossia la
quantità di dati e la distanza che essi devono percorrere) che si pone sulla rete con le
varie operazioni che si stanno facendo. Tenete conto inoltre che una scelta intelligente
dei carichi da porre sulla rete, se pagate la connessione a tempo o siete collegati via
telefono, vi converrà moltissimo: vi farà risparmiare molti soldi sulla bolletta! È
bene avere sempre presente qual è il peso sulla rete delle operazioni che si stanno
facendo. Un ipertesto, ad esempio, è normalmente un file lungo pochi kilobyte, al massimo
qualche decina, per cui il carico che ponete sulla rete quando richiedete al vostro
browser di mostrarvi un ipertesto è relativamente ridotto. Un'immagine, al contrario,
può essere molto grossa; se è vero che le piccole immagini contenute negli ipertesti
sono di solito file GIF molto brevi, un'immagine a tutto schermo o quasi richiede
solitamente un trasferimento di almeno 50 kilobyte. (Per questo motivo può essere utile,
se siete collegati via telefono, disabilitare la visualizzazione delle immagini incluse
negli ipertesti, come quasi tutti i browser permettono di fare. L'aspetto sarà un po'
meno bello, ma risparmierete sia voi sia la rete. Per l'accesso ai siti FTP di immagini,
invece, si veda la domanda seguente). Le animazioni o i file audio, invece, possono essere
lunghi anche qualche megabyte! Analogamente, i programmi che potete prelevare dalla rete
sono generalmente archiviati con PkZip o GZip; alcuni occupano pochi kilobyte, ma altri
occuperanno molti megabyte.
Infine, sebbene la quantità di dati che attraversa la rete dipenda
praticamente solo dalla dimensione dell'oggetto richiesto, il tempo di trasferimento
dipende fortemente dalla posizione del sito e dalle potenzialità del suo e del vostro
collegamento a Internet. Se la trasmissione è troppo lenta, a meno che l'oggetto non sia
di vitale importanza, conviene spesso interrompere il trasferimento e cercare lo stesso
oggetto o qualcosa di simile da qualche altra parte.
Per farsi un'idea delle potenzialità del proprio collegamento,
specialmente nel caso sia lento (ad esempio via modem), può essere utile avere un'idea
del transfer rate (ossia della velocità di trasferimento) medio che si riesce ad
ottenere. Alcuni programmi (tipicamente i clienti FTP) vi indicano il transfer rate al
termine del trasferimento di ciascun file; usando il browser, si può ad esempio
cronometrare il tempo impiegato per leggere un ipertesto di dimensioni note, e quindi fare
il rapporto tra la dimensione e il tempo impiegato. (Molti browser indicano la dimensione
totale dell'ipertesto e la quantità di dati già trasferita.) Quando due computer si
collegano tra loro tramite Internet la velocità del collegamento è ovviamente limitata
dalla parte di rete più lenta utilizzata. Nel caso di connessioni via modem, il tratto
via telefono tra voi e il provider è generalmente il più lento dell'intero collegamento
che state effettuando (almeno se siete collegati con un sito europeo): è quindi utile
conoscerne la velocità massima, calcolata con uno dei metodi precedenti. Tipicamente, nel
caso di un collegamento con un modem V42bis da 14400 baud il transfer rate massimo è
dell'ordine di 1.1 - 1.2 kilobyte al secondo. Non dimenticate però che se state eseguendo
due o più collegamenti in contemporanea essi dovranno dividersi tra loro questa capacità
di trasferimento!
In generale, è quindi utile porsi, prima di eseguire una qualsiasi
operazione che richieda un trasferimento di rete, alcune semplici domande (che dovrebbero
diventare in breve talmente automatiche da ricevere risposta inconsciamente):
Qual è la quantità di dati che deve essere trasferita? (Spesso non è
possibile rispondere a priori a questa domanda, ma cercate perlomeno di immaginare
l'ordine di grandezza della risposta dal tipo di oggetto e dalle informazioni che lo
accompagnano. Inoltre, se selezionate l'oggetto, molti browser e molti clienti vi
mostreranno poco tempo dopo l'inizio del trasferimento la sua dimensione totale: potrete
poi decidere a quel punto, se la dimensione è troppo elevata, di interrompere il
trasferimento.) Se la quantità di dati è inferiore ai 20 - 30 kilobyte, come accade
comunemente per un ipertesto che non contenga immagini o fondali particolari, potete
cliccare con gioia e fare iniziare il trasferimento. Se invece la quantità è superiore,
come accade spesso recuperando un file tramite FTP, proseguite con le altre domande:
Il gioco vale la candela? Ossia, i dati che sto scaricando mi
interessano veramente? (La risposta deve tendere al no tanto più i suddetti dati sono
grossi!) Sto eseguendo il trasferimento dal più vicino sito in cui questi dati possono
essere reperiti? (Al Politecnico di Torino, come in qualsiasi altro posto, capita spesso
di vedere persone che passano mezz'ora a scaricare un programma dal Canada senza sapere
che lo stesso identico programma può essere recuperato in trenta secondi esatti
dall'archivio locale del Politecnico.) Sto facendo il possibile per non disturbare troppo
il computer remoto? (Si veda l'etichetta dei collegamenti TELNET per
chiarimenti.) Sto
facendo il possibile per non disturbare troppo i computer dei miei vicini? (Di questo si
parlerà qui sotto.) Se avete risposto sì a tutte le domande, effettuate il
trasferimento. Altrimenti, ripensateci. In particolare, la domanda numero 3 è la più
importante, e quella più facilmente dimenticata. Quasi tutto quello che potete trovare
nei siti FTP degli Stati Uniti (principalmente nei domini com e edu) può essere trovato
anche in Europa. Se avete trovato un sito lontano con un grosso programma che vi
interessa, quasi sempre è il caso di fare un salto da un ARCHIE per vedere dove potete
trovarlo più vicino. Se non ci credete, vi racconterò la storia di quando io ho cercato
di copiarmi GhostScript. Per poter usare il programma mi servivano quattro files ZIP. Ho
scaricato tre files per circa 1 MB complessivo dal sito ufficiale americano, impiegando la
bellezza di cinque ore. Dopodichè, ho avuto l'idea geniale di fare una ricerca
ARCHIE, e
grazie ai suoi risultati ho scaricato l'ultimo file, lungo 1.3 MB, dalla Svizzera,
mettendoci ben 10 minuti netti. Da allora usare ARCHIE è la prima cosa che faccio quando
trovo un grosso insieme di file da recuperare. Analogamente, è utile trovare ed usare i
vari mirror situati in Europa.
Va infine detto qualcosa di più riguardo alla domanda numero 5. Se
siete collegati da casa, di solito accedete a Internet tramite la rete locale del vostro
provider, che è dedicata quasi esclusivamente a questo scopo: pertanto ciascun utente
dovrebbe avere a propria disposizione una banda sufficientemente estesa indipendentemente
da cosa facciano gli altri. Se invece accedete a Internet da un'azienda, un'Università, o
più in generale usando una rete locale che viene normalmente usata per altre attività
locali spesso molto più importanti del vostro accesso Internet, facilmente una eccessiva
quantità di dati da voi immessa sulla rete (in trasmissione o in ricezione) può
rallentare l'intera rete. Se poi il vostro computer è collegato in una parte della rete
mal servita o già sovraccarica, voi potreste essere la gocciolona che fa traboccare il
vaso, mandando in tilt un'intera zona di rete. Infine, se vicino a voi ci sono altre dieci
persone che, con altri dieci computer, stanno accedendo a Internet, il danno è
moltiplicato per dieci! (Questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, molte Università
sono restie a fornire l'accesso a Internet a tutti gli studenti.) In questi casi, è
consigliabile usare l'accesso a Internet con un po' di criterio, evitando di aprire troppi
collegamenti contemporanei e di usare Internet nelle ore di punta della rete locale (che
varieranno a seconda delle abitudini dei vari utenti e dei loro orari). La conseguenza di
un eccessivo intasamento della rete a causa degli utenti Internet potrebbe facilmente
essere la rimozione di tutti gli accessi... (Va comunque detto che un collegamento
Internet di media velocità è comunque sufficientemente più lento dei normali
collegamenti su una rete locale da rappresentare un incremento di lavoro non troppo
grande. Quelli che sono veramente mortali per le reti locali sono invece i collegamenti
Internet con siti molto vicini, con i quali viaggiate a decine di kilobyte al
secondo.)
3. Quali sono le regole non scritte per un collegamento TELNET o
FTP?
Per prima cosa, ricordate sempre che tramite un collegamento TELNET o
FTP "pubblico" (ossia, a computer per i quali non avete un accesso autorizzato,
ma utilizzate l'accesso anonimo o un login di pubblico dominio) state accedendo ad un
computer pagato e mantenuto da qualcun altro, che ve lo mette a disposizione
essenzialmente per altruismo (sebbene talvolta abbia interesse a che voi accediate al suo
computer, ad esempio per farsi conoscere). In cambio, tutto quello che vi chiede è di
usarlo proficuamente evitando inutili intasamenti di rete. Alcune regole pratiche per i
collegamenti ad un computer remoto possono essere quindi le seguenti:
Cercate di disturbare il meno possibile gli utenti locali del computer.
Molti computer a cui ci si può collegare con TELNET o con FTP (specialmente i meno noti o
i più specializzati) svolgono anche altre funzioni per gli utenti della rete locale a cui
appartengono; è allora il caso, se potete, di collegarsi al di fuori delle ore di punta
per tale rete locale, per il cui calcolo è necessario dare un'occhiata all'indirizzo,
ricavare in che nazione è presumibilmente posto il computer e calcolare quindi la
differenza di fuso orario. Mentre per i computer europei le ore coincidono sostanzialmente
con le nostre, gli Stati Uniti sono da sei a nove ore in ritardo rispetto a noi (ossia, le
nostre 18 sono per loro dalle 9 alle 12 a seconda della zona). Conviene quindi collegarsi
ad essi in mattinata (l'ora migliore se siete collegati via telefono va dalle 7 alle 8
italiane). Cercate di restare collegati per il minor tempo possibile e di non perdere
(troppo) tempo durante la connessione. Se state facendo funzionare in contemporanea due o
più collegamenti, cercate di portarli avanti tutti e di non restare "oziosi" in
nessun sito - ossia, lasciare il computer remoto collegato e in attesa di ordini - per
più di un paio di minuti. È considerato estremamente maleducato restare oziosi durante
una connessione remota di tipo anonimo, e questo perchè il vostro collegamento, pur non
pesando granchè sulla rete in quanto non state trasmettendo molti dati, occupa un accesso
che, in molti siti per i quali esiste un tetto al numero di utenti anonimi collegati,
viene sottratto a qualcuno che lo userebbe più proficuamente. Molti siti disconnettono
automaticamente gli utenti che restano troppo a lungo oziosi, e certi addirittura
rifiutano successive connessioni da utenti della stessa rete locale per un certo periodo
di tempo! Cercate di avere ben chiaro prima della connessione quello che dovrete fare e i
comandi che dovrete dare. Se state collegandovi via TELNET ad un sistema che non sapete
come usare, e non è possibile documentarsi in altro modo, la prima cosa da fare appena
collegati è chiedere aiuto, seguendo le indicazioni che normalmente vengono date all'atto
della connessione, o provando a dare comandi del tipo help o ?. Se vi è data la
possibilità di scaricare un manuale (sia direttamente, sia indirettamente: ad esempio
potrebbero darvi l'indirizzo di un sito FTP dove è conservato un manuale o le FAQ
sull'uso del sistema) provvedete a farlo immediatamente e a leggerlo con calma dopo
esservi scollegati dal sito. Se state collegandovi a un sito FTP allo scopo di recuperare
un file preciso, abbiate ben chiari sia il nome del file sia il percorso sull'hard disk.
Se invece dovete mettervi a cercare tra le varie directory, leggete i file 00-INDEX e
README (o altri file di aiuto predisposti dai gestori) e i commenti che vi vengono
mostrati quando cambiate directory. Se dovete cercare grandi quantità di software, e il
sito vi mette a disposizione una lista completa dei file in esso contenuti, scaricatela ed
effettuate le ricerche al suo interno dopo esservi scollegati dal sito. Seguite tutte le
indicazioni che vi vengono date dagli amministratori del sito. Loro conoscono il loro
computer come le loro tasche, voi no!
4. Quali sono le regole non scritte per intervenire in un
newsgroup o in una mailing list o per spedire un E-mail?
Il grande numero di siti e di utenti che fanno parte di Internet, oltre
ad essere il punto di forza della rete, può anche rivelarsi una debolezza. Questo si nota
specialmente nelle "aree di discussione" come le mailing list o i
newsgroup: un
evento abbastanza comune su Internet è quello di vedere un gruppo di discussione a
livello approfondito intasato e reso inutilizzabile dai principianti della materia (che
sono ovviamente in numero molto maggiore delle persone specializzate) che tempestano le
persone che ne sanno di più con domande relativamente cretine, o meglio molto
intelligenti ma del tutto ovvie se voi aveste lavorato un po' sull'argomento. Cosa
pensereste se voi foste un insigne professore di fisica nucleare che cerca di discutere
con colleghi dello stesso livello su un particolare tipo di particelle rivelatesi in un
recente esperimento al CERN, e vi trovaste la casella postale intasata di messaggi del
tipo "Per favore, può spiegarmi che cos'è un atomo" ? Magari alla prima
persona rispondereste con un lungo e dettagliato messaggio, alla seconda un po' più
sbrigativamente, alla terza in due righe, e dalla quarta persona in poi comincereste a
mandare tutti a quel paese. Questo esempio è stato fatto perchè spesso l'utente neofita
vede in un newsgroup o in una mailing list semplicemente un luogo dove trovare risposta ad
un dubbio o ad un problema. Questo è vero per certi gruppi (ad esempio i newsgroup che
iniziano per alt o rec), dove facilmente si incontrano molte persone che sono non solo
disponibili ma anche desiderose di aiutarvi; non è vero per altri. Pertanto la prima
regola importante prima di aprire bocca in un gruppo di discussione o una mailing list è
di capire esattamente l'argomento trattato e il livello di approfondimento e preparazione
a cui viene discusso, ad esempio leggendo per un certo periodo gli articoli che vengono
pubblicati. Così, è buona norma richiedere un aiuto via E-mail solo a persone che da
qualche parte si siano esplicitamente dichiarate disponibili a fornirlo (ad esempio se in
una pagina del Web avete trovato scritto "Per contattare l'autore ed avere
chiarimenti sugli argomenti trattati scrivere a..."), ma non a persone che
semplicemente abbiano firmato un articolo sull'argomento, a meno che non sappiate che solo
loro possono rispondervi. Ovviamente, è possibile anche non rispettare queste regole,
specialmente se avete bisogno di aiuto urgente; in questi casi potrà però succedervi di
ricevere una risposta negativa e sgarbata. In generale, sarà il buon senso a guidarvi:
non abbiate troppa paura di spedire E-mail a sconosciuti o di pubblicare richieste di
aiuto sui newsgroup, visto che su Internet si è spesso molto più disponibili che nella
vita normale, ma cercate di farlo nei modi e nei luoghi giusti, ricordando che dall'altra
parte c'è qualcuno che deve impiegare tempo per leggere e rispondere alle vostre
richieste.
Nel caso si debba richiedere aiuto ad un altro utente, comunque, è il
caso di farlo solo dopo aver cercato nel materiale disponibile in rete (FAQ, pagine Web di
cui siete a conoscenza, indici di rete, strumenti di ricerca) e non aver trovato niente;
inoltre cercate di essere chiari ma sufficientemente sintetici, in modo da non dover
costringere il destinatario a mezz'ora di lettura.
In generale, i newsgroup e le mailing list sono anche luoghi dove
esprimere semplicemente le proprie opinioni e discutere con altri utenti. Proprio riguardo
alle discussioni è necessario premettere che su Internet, come si vedrà meglio nel
paragrafo successivo, scoppiano spesso furiosi litigi riguardo ad un qualsiasi argomento,
spesso estremamente futile. È allora utile imparare tutta una serie di convenzioni
linguistiche, come gli smiley, in modo da ridurre le possibilità di essere fraintesi.
In conclusione, ecco un riassunto di alcune utili regole da rispettare
per discutere con gli altri utenti della rete:
Per non disturbare inutilmente gli altri utenti: Non inoltrare messaggi
che non siano strettamente concernenti l'argomento della mailing list, del
newsgroup,
degli argomenti trattati nelle pagine Web per cui vi viene fornito un E-mail per
chiarimenti; Non inoltrare ciascun proprio intervento più di una volta; Non spedire lo
stesso messaggio ad un grande numero di gruppi di discussione diversi; Se è necessario
spedire lo stesso messaggio a più gruppi di discussione, è opportuno farlo sotto forma
di crosspost; Se si spedisce un messaggio a molti gruppi, è opportuno concentrare le
risposte in un gruppo solo, specificandolo nel corpo del messaggio e modificando
opportunamente il campo Followup-To: dell'intestazione; Specificare bene nel campo Subject
del messaggio di quale argomento particolare si vuole parlare; Non spedire messaggi
inutilmente lunghi; se l'intervento è particolarmente lungo, segnalarlo nel
Subject, ad
esempio aggiungendo alla fine della riga la dicitura (long) (o (lungo) se la discussione
è in italiano); In particolare, non pubblicare file binari, specialmente se lunghi e
divisi in molte parti, su gruppi che non siano esplicitamente dedicati a ciò (ad esempio
i gruppi alt.binaries.* esistono a questo scopo); eventualmente, utilizzate i gruppi di
prova come it.test o simili, dove non disturberete nessuno; Se il proprio messaggio
richiama o risponde ad argomenti trattati in un precedente messaggio, il campo Subject
deve contenere Re: (abbreviazione per "risposta") seguito dal Subject di tale
messaggio (a meno che tale messaggio non fosse già una risposta, nel qual caso si
continua a mantenere il suo titolo, Re: compreso); Se, a forza di scambiare risposte, il
titolo di un filone di risposte non corrisponde più agli argomenti che si stanno
dibattendo, è opportuno modificare il suo Subject; Se si è costretti a cambiare titolo
ad un filone di risposte, indicare nel campo Subject la dicitura: nuovotitolo (was
"vecchiotitolo") ; Se si inseriscono citazioni da articoli o messaggi
precedenti, ridurle al minimo necessario; Non ripetere troppe volte cose già dette in
precedenza (da sè o da altri) o contenute nelle FAQ; Se si vuole intervenire con una
risposta che interessa soltanto pochi partecipanti alla discussione, è meglio spedirla
direttamente a loro tramite E-mail piuttosto che mandarla a tutta la mailing list o
pubblicarla nel newsgroup; Quando si risponde ad un intervento altrui in un
newsgroup,
oltre a pubblicare la risposta è opportuno spedirla anche direttamente alla persona a cui
si sta rispondendo (alcuni programmi dispongono per fare questo dell'opzione Post &
Mail Reply, o in alternativa di una riga To: nell'intestazione dell'articolo); Non fare
domande troppo stupide (per le quali esistono le FAQ); Nei gruppi
"specializzati", non intervenire se non si ha un minimo di competenza per farlo
(se mai, prima farsi un po' di competenza leggendo le FAQ e gli articoli pubblicati in
precedenza); Per evitare litigi: Evitare affermazioni del tipo "per me XXX è il
miglior YYY al mondo...", che non sono costruttive e non portano da nessuna parte;
Nel caso si debbano esprimere giudizi, motivarli il più possibile (al limite
semplicemente dicendo che quello che si esprime è un parere personale e non pretende di
essere la verità assoluta); Se si vuole confutare l'opinione di qualcun altro, farlo con
chiarezza, buone argomentazioni e nel modo meno personale possibile; Rispettare le
convenzioni linguistiche e tipografiche della rete (che saranno meglio illustrate nel
capitolo successivo); Altre norme di buona educazione: Non inoltrare messaggi pubblicitari
in gruppi o mailing list; se si vuole rendere nota l'esistenza di qualche particolare
prodotto commerciale che si ritiene utile per le persone interessate all'argomento, lo si
faccia in modo oggettivo ed imparziale e in un numero ristretto di gruppi o liste, e lo si
segnali ad esempio facendo iniziare il Subject con la dicitura ANNOUNCE: (o ANNUNCIO:);
Non spedire mai un messaggio di E-mail contenente la pubblicità di servizi o siti a
persone che non lo abbiano esplicitamente richiesto; Non rendere pubblici indirizzi E-mail
o numeri di telefono di altre persone senza prima aver chiesto loro il permesso; Non
inserire all'interno di un articolo di newsgroup o di mailing list citazioni da E-mail
ricevuti privatamente, a meno di non avere il permesso dell'autore dell'E-mail.
5. Perchè su Internet scoppiano facilmente litigi furibondi?
Cosa faccio se ne sono al centro?
Un fenomeno tanto singolare da essere stato esaminato anche da seri
studiosi di psicologia è il litigio elettronico. Dopo i primi tempi di discussione in
rete ci si è infatti accorti che accadeva in modo sorprendentemente frequente che si
scatenassero liti furibonde tra due o più partecipanti alla discussione, spesso su
argomenti futilissimi, oppure che si assistesse a dei veri e propri "linciaggi
morali" (flame wars) in cui uno dei partecipanti alla discussione veniva preso di
mira dagli altri fino a venire virtualmente "bruciato" (flamed), ossia talmente
screditato da non poter più partecipare alla discussione. Le cause per cui si è talvolta
portati a scatenare la propria aggressività discutendo per via elettronica possono essere
le più varie; alcune di quelle più comunemente riconosciute sono le seguenti:
La discussione si sviluppa spesso con persone di varie parti del mondo,
che quindi possiedono basi culturali e modi di comunicare diversi. Spesso una frase, un
modo di dire, un aggettivo perfettamente innocenti in una cultura possono risultare
offensivi in un altro. Un esempio sentito in rete è quello della vacca: se per una donna
indiana di stretta religione induista essere paragonata ad una vacca, animale sacro, può
essere ritenuto motivo di orgoglio, per una donna occidentale lo stesso paragone sarebbe
estremamente offensivo! La discussione si svolge normalmente in inglese, ma non tutti i
partecipanti parlano tale lingua allo stesso modo. Non solo esistono "inglesi
diversi" in cui le stesse parole hanno significati o sfumature diverse, ma molti
degli utenti della rete parlano un pessimo inglese, il che può portare loro a dire una
cosa intendendone un'altra e a non riuscire a dire esattamente quello che volevano. La
discussione avviene tra persone che normalmente non si conoscono affatto, e inoltre non si
vedono e non vengono associate ad un volto. Questo porta talvolta a dire ad una persona
sconosciuta frasi che non ci si permetterebbe mai di dirgli faccia a faccia. È molto più
difficile e imbarazzante stroncare in modo netto le opinioni di qualcuno mentre gli si sta
parlando di persona, rispetto a quanto lo sia mentre gli si sta scrivendo; e questo tanto
più in quanto non si sta scrivendo su carta (ossia su qualcosa che, nel subconscio
comune, "rimane") ma tramite un computer. La differenza di cultura è
particolarmente visibile riguardo all'aspetto umoristico. Frasi che possono apparire
divertenti o chiaramente scherzose ad una certa persona possono essere prese terribilmente
sul serio in altre situazioni culturali. L'umorismo in una discussione in rete è
estremamente pericoloso, per cui non bisogna mai scherzare con un interlocutore che non si
conosce e che non appartiene al nostro ambiente senza far capire chiaramente che lo si sta
facendo (ad esempio con uno smiley). Il consiglio che si può dare è quindi quello di
rispettare rigorosamente le convenzioni linguistiche e tipografiche di cui si parla nel
quinto capitolo, che sono state inventate e riconosciute da tutti proprio allo scopo di
chiarire meglio il contesto e il significato delle frasi del messaggio; inoltre va sempre
tenuto presente il tipo di persone a cui stiamo parlando, cercando sempre di essere il
più possibile chiari e di evitare attacchi personali. Nel caso si venga attaccati,
invece, la cosa migliore è spesso attendere un po' di tempo prima di rispondere, quindi
rispondere alle critiche oggettive in modo oggettivo evitando di rispondere agli insulti
personali.
6. Posso usare Internet a scopi commerciali?
L'utilizzo commerciale della rete è uno dei punti che più hanno acceso
la discussione tra i suoi utenti. In origine la rete si è sviluppata a livello
universitario, ed era esplicitamente vietato utilizzarla per attività che non avessero
scopo di ricerca scientifica; se erano tollerate attività ludiche e ricreative senza
scopo di lucro, nulla di commerciale era permesso e nemmeno concepito. Da qualche anno,
tuttavia, Internet è diventata un fenomeno di massa, specialmente negli Stati Uniti:
pertanto moltissime industrie - prima quelle direttamente legate all'informatica, poi
anche aziende che non avevano legami con i computer - hanno provveduto a mettersi in rete.
Si è così aperta una aspra discussione tra i "puristi", secondo i quali
Internet doveva restare un mondo "privo di denaro", e altri gruppi di utenti che
invece ammettevano uno sviluppo del commercio elettronico su Internet. Sebbene ormai la
contesa sia risolta a favore dei secondi - tanto che si stanno già sperimentando forme di
"moneta elettronica" - deve tuttavia essere chiaro che Internet è un veicolo
commerciale estremamente diverso dagli altri. In generale, è ammesso che una azienda crei
un proprio sito e ne diffonda l'indirizzo a mezzo stampa; tuttavia esso deve essere
essenzialmente informativo e soprattutto rivolto alle sole persone interessate, ossia
devono essere gli utenti a cercare l'azienda e non l'azienda a cercare gli utenti (sebbene
l'azienda possa ovviamente segnalare la propria esistenza, ad esempio negli indici di
rete). All'interno del sito dell'azienda possono poi avvenire compravendite e
contrattazioni, ma sempre nello spirito secondo cui è l'azienda a fornire un servizio
agli utenti della rete. Un esempio positivo è quello di CDNow, rivendita americana di CD
via Internet, che vende direttamente tramite la rete, ma "in cambio" fornisce
gratuitamente a tutti, clienti e non, un archivio musicale e la possibilità di consultare
discografie, giudizi critici...
Sarebbe invece incredibilmente maleducato (nel senso che nessuno,
nemmeno negli Stati Uniti, si è mai sognato di farlo) farsi pubblicità in rete, ad
esempio spedendo messaggi pubblicitari nei newsgroup o peggio ancora a casaccio nelle
caselle postali (operazione che potrebbe facilmente portare alla revoca dell'account o
addiritura alla disconnessione dalla rete dell'intero sito su cui opera l'azienda: è già
accaduto in passato) oppure inserendo il proprio logo e i propri messaggi all'interno di
pagine che non c'entrano niente con i propri prodotti, un po' come se fosse pubblicità su
una rivista. Una cosa simile provocherebbe senz'altro l'indignazione della maggior parte
degli utenti della rete, con conseguente profluvio di lettere di protesta, boicottaggi,
eccetera. In alcuni casi particolari è permesso di inserire al fondo della pagina il
proprio logo pubblicitario: ad esempio quando si permette con una sponsorizzazione la
nascita di un servizio gratuito per tutti gli utenti (è tipico il caso degli sponsor
tecnici: ad esempio se consultate le Yellow Pages vi troverete il logo della
Digital; non
c'è nulla di male in quanto la Digital ha fornito l'hardware per un servizio utile a
tutti, e in cambio ha il diritto di farlo sapere. Se però, collegandosi con le Yellow
Pages, ci si trovasse di fronte alla foto di un computer Digital accompagnata da uno
slogan pubblicitario, beh le proteste ci sarebbero eccome!). Un'azienda può comunque
partecipare a mailing list o newsgroup che trattino dei propri ambiti di produzione, ma
sempre con spirito informativo e non pubblicitario: ad esempio nella mailing list che
discute di tastiere elettroniche è stata benvenuta la presenza di un responsabile clienti
della Yamaha, a patto che si limitasse a rispondere alle richieste degli utenti e a
rendere nota nel modo più oggettivo possibile l'apparizione di nuovi prodotti. Quando
però è stato proposto di fondere l'archivio della mailing list con un sito ufficiale
della Yamaha, l'accoglienza della proposta è stata gelida!
Va infine detto che quando si è parlato di azioni "permesse"
o no, non si intendeva dire che esistano divieti precisi da rispettare. Internet è un
mondo legislativamente molto libero, per cui chiunque può comportarsi un po' come crede.
Tuttavia, si sono creati dei modi di pensare e delle convenzioni che sono ormai assunte
come regole inviolabili; non rispettarli provocherebbe probabilmente una sommossa
elettronica. Può darsi che in futuro, sotto la spinta dei soldi, queste barriere
comportamentali siano abbattute; tuttavia, vista anche la particolare fascia sociale che,
specialmente in Europa, usa Internet, forse una presenza del tipo sopraindicato è più
gradita agli utenti e consegue risultati migliori di una presentazione aggressiva dei
propri prodotti tipo campagna pubblicitaria televisiva. Il punto fondamentale da capire è
che Internet è un mezzo di comunicazione molto diverso dagli altri, in cui nessuno può
obbligare gli utenti a vedere una pubblicità sgradita, come si può fare inserendo una
interruzione pubblicitaria in un programma televisivo molto seguito: pertanto, se vuole
avere seguito, l'azienda deve fornire agli utenti un motivo per recarsi nel proprio sito,
e di qui la natura informativa, più che propagandistica, della comunicazione sulla rete.
7. Quali sono le regole non scritte
per creare proprie pagine sul WWW ?
La creazione di una propria pagina sul World Wide Web, come si vedrà
più diffusamente in seguito, è un'operazione relativamente semplice, a patto di disporre
di uno spazio su di un computer opportunamente attrezzato. Tuttavia, esistono alcune
regole di buona educazione anche per la pubblicazione sul Web. La prima e più importante
di tutte è che le pagine devono essere firmate, ossia devono riportare l'indicazione
dell'autore e possibilmente il suo indirizzo di posta elettronica (magari evidenziato con
un link che permetta se selezionato la spedizione di un messaggio all'autore).
Eventualmente, se la pagina fa parte di un'opera che è chiaramente distinguibile dal
resto del WWW, ad esempio per i particolari fondali o per un'intestazione che compare in
tutte le pagine, è possibile apporre la firma solo nella pagina iniziale; tuttavia
abbondare è meglio che scarseggiare (melius abundare quam deficere...)
Nelle pagine Web vanno rispettate tutte le convenzioni tipografiche e
linguistiche di cui si è già parlato. In particolare, grazie all'uso del neretto è
possibile ridurre ulteriormente la presenza di frasi maiuscole, che come detto equivalgono
al parlare a gran voce in mezzo ad un ristorante disturbando tutti gli altri avventori. Se
possibile, è bene utilizzare una uniformità di stili grafici all'interno delle proprie
pagine, e - magari grazie all'uso di icone o fondali - renderle particolari e
distinguibili dalle pagine comunemente incontrate nel Web.
Se volete inserire nelle vostre pagine dei collegamenti ad altre pagine,
fate benissimo. Se invece volete copiare ipertesti trovati in giro per il mondo e
inserirli nelle vostre pagine, potreste svolgere un'opera ancor più meritoria, rendendo
accessibili velocemente da tutti gli utenti della vostra zona pagine che magari sono lente
e irraggiungibili. In questo caso, però, è buona norma chiedere l'autorizzazione
dell'autore delle pagine. Nel caso inseriate nelle vostre pagine una FAQ o un altro
documento che viene periodicamente aggiornato, è bene inserire anche un link al luogo
dove si può trovare la versione più aggiornata (generalmente è indicato all'inizio
della FAQ stessa).
Se create pagine Web su un computer che non è vostro (ad esempio quello
di una Università o di un'azienda), siate sicuri di avere l'autorizzazione del
proprietario o dell'amministratore. Difatti le vostre pagine potrebbero attirare un
traffico eccessivo e rallentare la rete locale, oppure risultare di contenuto sgradito ai
proprietari (loro pagano, loro decidono...), per cui è meglio chiedere in anticipo per
evitare bacchettate sulle dita in seguito. Ricordate che per la legge italiana - a meno di
accordi privati - il proprietario del computer è responsabile di tutto quello che ci
viene pubblicato...
8. Quali sono le "leggende" di Internet?
Beh, ce ne sono tantissime. Alcune di queste tuttavia sono
particolarmente insidiose: si tratta di "leggende urbane" che spesso riescono a
raggirare i nuovi utenti.
Il virus "Good Times". A partire dal novembre 1994 hanno
incominciato a girare su Internet varie copie di un messaggio E-mail, che avvertiva
dell'esistenza di un pericoloso virus informatico denominato "Good Times", che
si diffondeva tramite E-mail (!) sotto forma di un messaggio recante come Subject appunto
la dicitura "Good Times", e che, se letto, avrebbe immediatamente cancellato
l'hard disk dell'utente; il messaggio invitava a diffondere l'avvertimento spedendone
copia ai propri conoscenti. Questo messaggio, in varie varianti, si è diffuso in tutto il
mondo e ciclicamente viene riproposto su vari newsgroup o mailing list e girato ad ignari
neofiti della rete. Ovviamente si tratta di una burla; non è assolutamente possibile
venire infettati leggendo un testo ASCII. Nel caso doveste imbattervi in un messaggio di
questo tipo, rispondete immediatamente segnalandone la falsità. Se volete saperne di
più, esiste una FAQ sull'argomento (http://www.tcp.co.uk/tcp/good.times.html). È
interessante notare come in realtà il virus esista, e sia il messaggio stesso: difatti il
messaggio di avvertimento è stato replicato in milioni di copie diffondendosi ad una
velocità incredibile, e molte persone hanno perso tempo per difendersi da un pericolo
inesistente. Questo virus non danneggia il vostro hard disk... ma la vostra tranquillità,
sì! Make.Money.Fast. Versione elettronica di quei "sistemi matematici per fare
soldi" che si basano sullo schema piramidale (ossia ciascuno paga per entrare nel
sistema, dopodichè recluta nuovi adepti da cui dovrebbe ricevere in totale una cifra
molto maggiore). Apparentemente garantiscono grandi guadagni in modo matematicamente
sicuro, e invece è possibile dimostrare matematicamente che gli unici ad arricchirsi sono
gli inventori del sistema, mentre gli utenti di basso livello difficilmente riescono anche
solo a rifarsi della spesa sostenuta per entrare nel gioco. Per farla breve, questa è una
fregatura seria (nel senso che ci rimettete dei soldi). In molte nazioni (tra cui gli
Stati Uniti) spedire messaggi simili costituisce reato. Craig Shergold. Craig Shergold è
un ragazzo inglese che nel 1989, avendo saputo di essere condannato a morire di cancro,
lanciò un appello chiedendo che gli venisse inviato il maggior numero di cartoline da
tutto il mondo, in modo da poter entrare nel Guinness dei primati. Ci riuscì nel 1991, ma
quel che più conta è che guarì perfettamente. Ora sta bene, e all'ufficio postale del
suo paese sono stufi delle sue cartoline, per cui se qualcuno vi chiederà di
"spedire cartoline a Craig" rispondete pure "No, grazie".
|