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NOTIZIE ::- Ecco il computer geneticamente modificato

Nasce in Israele il primo computer a Dna. Rivoluzione o pura curiosità?

Tutti sanno che un Pc funziona elaborando dati sotto forma di cifre binarie: 1 e 0. I numeri sempre in aumento della velocità dei microprocessori indicano – fra le altre cose – quante migliaia o milioni di volte al secondo può essere spostato o scambiato uno di questi numeri, attivando così qualche processo.

Semplificando, uno dei limiti nelle prestazioni è dato dal fatto che vengono elaborate poche cifre per volta, e che su ciascuno degli invisibili “fili” all’interno dei chip può passare solo un impulso elettrico alla volta.

Da parecchi anni però ci sono alcuni ricercatori che stanno cercando di rivoluzionare questa situazione, sostituendo a fili ed elettricità qualcosa di diverso, composto da milioni di sottounità in grado di cambiare (da 0 a 1 e viceversa) di stato individualmente e soprattutto contemporaneamente. Non è niente di fantascientifico, e in effetti esiste in natura da quando l’uomo cammina sulla terra: è il Dna.

Il principio di funzionamento di un computer a Dna è chiaro da una quindicina d’anni. Si costruisce una lunga sequenza di Dna, composta pertanto da quattro tipi di aminoacidi; ogni aminoacido svolge la funzione di un bit, già moltiplicando le possibilità di elaborazione rispetto al bit elettrico, che è di un tipo solo.

A questo punto per elaborare la sequenza le si “spara contro” una serie di enzimi che la smontano, rimontano, attivano e neutralizzano: ogni enzima è una operazione… ma là dove un Pc svolge una (o nei casi più fortunati otto) operazioni alla volta, un computer a Dna ne può eseguire 330 milioni di miliardi al secondo – circa 100.000 volte più che il più potente Pc oggi sul mercato.

Naturalmente dalla teoria alla pratica il passo è lungo, ma ieri per la prima volta un gruppo di ricercatori israeliani ha potuto mostrare un prototipo funzionante dell’elaboratore biologico. A questo punto si tratta di aspettare qualche anno perché vengano realizzati gli impianti per produrre in massa questo genere di bioprocessori, dopodiché assisteremo alla più grande rivoluzione informatica dall’invenzione del transistor.

Tutte le più grandi aziende di elettronica, ovviamente, si sono già interessate ad acquistare i progetti israeliani.

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